3a FESTA TRANSFRONTALIERA
LO PAN NER – I PANI DELLE ALPI
13 e 14 OTTOBRE 2018

Valle d’Aosta

Il 13 ottobre 50 comuni della Valle d’Aosta accenderanno i forni dei villaggi.

Si potrà così gustare il pane nero di tradizione appena sfornato e vivere

eventi e intrattenimenti nel segno della convivialità, della cordialità e del piacere.

VENERDI’ 12 OTTOBRE

ORE 21.00 PALAIS SAINT-VINCENT

Conferenza del Prof. Franco Berrino, medico

Il pane: dal chicco alla tavola

Il pane è un alimento della nostra tradizione. Tornare a un prodotto sano, ricavato da grani antichi e da farine non o poco raffinate, lievitato in modo naturale significa riappropriarsi della nostra storia e della nostra salute.

Ingresso libero

Biglietti disponibili a partire dal 2 ottobre fino ad esaurimento posti presso gli Uffici del Turismo di Aosta – Piazza Porta Pretoria 3 e  di Saint-Vincent – Via Roma 62

SABATO 13 OTTOBRE

In 50 COMUNI della Valle d’Aosta  –  durante la mattinata tradizionale cottura del pane nero. INFO  delle iniziative proposte dai singoli comuni: WWW.LOPANNER.COM

AOSTA

Dalle ore 10

Piazza Roncas : laboratori e animazioni per bambini e famiglie

Via Croix-de-Ville: Lo Tsaven Campagna amica – mercato di prodotti biologici e tradizionali

Ore 15

visita guidata Granai, forni e mulini della vecchia Aosta

partenza da Piazza Roncas – Prenotazioni obbligatorie dall’8 al 12 ottobre, orario 9-14:  0165 275771 – 0165 275773

DOMENICA 14 OTTOBRE

BARD nell’ambito della manifestazione MARCHE’ AU FORTdalle ore 9.30 alle 18

Esposizione e premiazione dei pani presentati ai concorsi

Animazioni dedicate alle famiglie

Percorsi alla scoperta dei cereali con degustazioni

 

La tradizione del pane nero in Valle d’Aosta

In Valle d’Aosta il pane è da secoli un alimento principale e le coltivazioni dei cereali, segala e frumento, caratterizzavano il paesaggio montano.
Il pane di segala, simbolo della vita di altri tempi, era indispensabile per il nutrimento e comportava un anno intero di fatica per la coltivazione del cereale e per la produzione del pane stesso.
Ogni villaggio aveva le sue strutture pubbliche: cappelle, scuola, latterie e forni, opere importanti e caposaldi per la religione, la cultura e l’alimentazione. Ogni villaggio aveva il suo forno.

La panificazione, fase importante per l’alimentazione, era anche considerata un  momento di festa e di socializzazione.
La produzione del pane era generalmente limitata al periodo compreso tra Santa Barbara, agli inizi di dicembre, e la vigilia di Natale.
Poche erano le famiglie che potevano produrre pane più volte nei diversi periodi dell’anno. La produzione del pane coinvolgeva le famiglie e la comunità con ruoli ben precisi per tutti. Le donne impastavano la farina e realizzavano le forme di pane che gli uomini cuocevano. I bambini aspettavano con ansia la cottura dei galletti che gli adulti preparavano per loro.

Questo pane povero, scuro e duro rappresentava anche per i nostri emigrati e soldati, che lo assaporavano a piccoli pezzi, la loro casa, il loro villaggio.
Oggi non pochi sono i giovani che investono in una agricoltura di ritorno, noncuranti di un progresso che ha trasformato il pane in un prodotto di diffusione commerciale; oltre ad una fonte di reddito esiste la volontà  di ridare al pane il ruolo di protagonista, di recuperare le tradizioni con le loro emozioni.

L’EDIZIONE 2017